I BUCHI NERI BLOCCANO LA NASCITA DI NUOVE STELLE

di Marco Boscolo, 4 dicembre 2010

bhridGuardando il cielo in una notte serena, rimaniamo rapiti dalla quantità di stelle che lo punteggiano, la stessa bellezza che ha da sempre ispirato innamorati e poeti. Eppure il loro conto dovrebbe essere ben maggiore di quello che possiamo apprezzare oggi. Secondo le teorie più accredita sull'origine delle stelle, infatti, esse si formano per condensazione di gas in enormi sistemi chiamati «ammassi di galassie». Vista l’enorme quantità di energia che irradiano nello spazio circostante, ci si potrebbe aspettare che nascano in continuazione nuove stelle. Non è così. Alla base di questo fenomeno, secondo quanto emerge da uno studio tutto italiano pubblicato sulla rivista ufficiale della Royal Astronomical Society, potrebbe esserci l’azione dei buchi neri, che agirebbero come una specie di contraccettivo cosmico e impedirebbero la formazione di nuove stelle.

L’ipotesi che la scarsa fecondità degli ammassi di galassie sia dovuta ai buchi neri non è una novità assoluta per l’astrofisica, ma quello che Massimo Gaspari e i suoi colleghi dell’Università di Bologna sono riusciti a descrivere è il meccanismo con cui ciò avviene. Gli astronomi e gli astrofisici bolognesi hanno messo a punto un modello matematico plausibile e lo hanno dato in pasto al supercomputer del Cineca, il centro di calcolo interuniversitario di Casalecchio di Reno. Le simulazioni effettuate hanno dimostrato la correttezza del modello e hanno permesso di realizzare previsioni attendibili.

I buchi neri possono effettivamente inibire la formazione di nuove stelle fino al margine estremo dell’ammasso. Il come, si può spiegare così. Oltre a risucchiare grandissime quantità di materia, i buchi neri proiettano, a intervalli regolari, getti di gas rovente ad altissima velocità, capaci di penetrare l’ammasso per milioni di anni luce, riscaldandolo e compensando così il calore disperso nello spazio esterno. Funzionano insomma come delle stufe cosmiche in grado di mantenere la temperatura dell’ammasso galattico sufficientemente alta da impedirne l’addensarsi in nuove stelle. È anche a causa loro che l’80 per cento circa di tutta la materia che vediamo permane allo stato gassoso. Ed è ancora più sorprendente, osservano gli studiosi, se pensiamo che un buco nero, rispetto all’ammasso galattico circostante, ha le dimensioni di uno spillo in confronto all’intero pianeta Terra.